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venerdì 5 marzo 2010



Il cloud computing rimane un po' sospetto, quando si tratta di sicurezza, e non senza ragione. Molti servizi cloud degni di nota, come Gmail di Google, sono solo ad una password di distanza dal poter essere violati, anche se le opzioni di protezione avanzata sono disponibili per questo servizio.
Ogni volta che un business mette nelle mani di un terzo i propri dati , qualche diffidenza è giustificata.

Una soluzione consiste nell' Adottare Google Apps, che include Gmail, Google Docs, Google Calendar, Google Gruppi, Google Sites, Google Video e, per 50 dollari per utente all'anno. Tra le sue caratteristiche la meno annunciata è il backup automatico e il disaster recovery, senza alcun costo aggiuntivo.
 

Rajen Sheth, senior product manager per Google Apps, spiega che per i clienti di Google Apps non è necessario preoccuparsi di backup o di disaster recovery.
Disaster recovery, spiega, è di solito misurato in termini di RPO (Recovery Point Objective) e RTO (Recovery Time Objective). RPO rappresenta la quantità accettabile di perdita dei dati in caso di interruzione - il divario tra i backup - e RTO rappresenta l'importo accettabile di inattività prima che venga ripristinato.
Per le grandi imprese in esecuzione Storage Area Network (SAN), RPO e RTO sono spesso un'ora o meno, spiega Sheth.
"Per i clienti di Google Apps, il nostro obiettivo di progettazione RPO è pari a zero, e il nostro obiettivo di progettazione RTO è di immediata failover," dice nel post del blog. "Facciamo questo attraverso la replica sincrona o live: ogni azione in Gmail è contemporaneamente replicata in due data center in una sola volta, in modo che se un data center non funziona, hanno quasi subito il trasferimento dei dati verso l'altro. " 

  Sheth riconosce che nessun sistema è perfetto. Ma l'imperfezione è parte del piano di Google.
"Progettiamo per il fallimento", ha detto Sheth in una e-mail. "Operiamo su scala così grande che ci sono sempre server e rack server che devono essere mantenuti e migliorati. La nostra infrastruttura è progettata per darci la possibilità di intervenire quando è necessario, senza impatto sugli utenti.

sabato 28 novembre 2009


 
 
#Application   : MyRemote Video Gallery
#version       : 1.0 Beta 
#Developer     : Jomtube Team
#License       : GPL            type  : Non-Commercial
#Date Added    : Aug 24, 2009
#Download      : 
http://joomlacode.org/gf/download/frsrelease/10834/42943/
com_mytube_1.0.0_2009.08.02.zip
#Description   :

#MyRemote Video Gallery is the most Powerful Video Extension 
made for Joomla 1.5x
#which will allow you to transform your Website into a 
professional looking Video
#Gallery with functionality that is similar to YouTube.com. 
MyRemote Video Gallery is an open source (GNU GPL) video sharing 
Joomla extension has been created specifically for the Joomla 1.5x 
(MVC) Framework and can not be used without Joomla. 
 
#MyRemote Video Gallery gives you the option to Embed Videos from
Youtube and offers the Framework so you can create your own Remote Plugins for 
other Remote Servers like Dailymotion, Google Video, Vimeo, Blip.tv, Clipser, Revver, 
a which will allow you to run your site for low cost since all the bandwidth usage
and hard drive space is located on the video server sites. So if you already have 
a large library of Videos on some Remote Sites like Youtube.com you can 
build the Video Part of your Site Very Quickly
 

 Disitallare il componente o aggiornarlo se presente una nuova versione.


The component

Joomla Component com_jlord_rs e' soggetto a vulnerabilità 
ad attacchi Sql Injection.
 
Consigliabile un update del componente, se disponibile, 
o la disitallazione.
 
Stringa vulnerabile: 
 
/index.php?option=com_jlord_rss&task=feed&id= 

giovedì 10 settembre 2009

Gli antivirus spesso non garantiscono una sicurezza del 100%. Ecco un video che ci mostra come dare una controllatina alle connessioni dei processi in esecuzione, riuscendo ad attribuire connessione ed ip al programma che la sta sfruttando.

venerdì 24 luglio 2009

Forse non tutti sanno che, al momento dell' iscrizione su Facebook, si accettano inconsapevolmente delle clausole nelle quali si autorizza il sito ad utilizzare le nostre foto e quelle dei nostri amici, nelle innumerevoli publicita' presenti su facebook. E' il caso di Cheryl Smith, la cui immagine è comparsa sulla bacheca del marito in relazione al servizio "Hot Singles". Potete immaginare da soli i disagi che questo ha causato alla signora e al marito. Per prevenire queste spiacevoli sorprese potete disabilitare questa funzione in pochi passi: Selezionare "Impostazioni" dal menu in alto e cliccare su "Impostazioni sulla privacy" poi su "Notizie e Bacheca", in seguito "Inserzioni Facebook", ancora su "Presenza nelle Inserzioni di Facebook" e impostare, infine, su "Nessuno". Adesso siete protetti dall' uso non autorizzato delle vostre foto.

domenica 21 giugno 2009

Joomla Component com_ijoomla_rss Blind SQL Injection Exploit. COmponente Joomls vulnerabile alle sql injection. Suggerimento, controllare se disponibile un update o disistallare il componente.
I siti di Ricerca e sicurezza, avvertono gli utenti di stare attenti ai falsi inviti di twitter Twitter recapitati direttamente nelle loro caselle di posta. Le relazioni, sulla base di una segnalazione della Symantec, dicono che le mail arrivano con un allegato maligno che, se scaricato, raccoglie gli indirizzi email dal computer crea una copia di sestesso nelle unità rimovibili e nelle cartelle condivise. Le email portare come oggetto "Your friend invited you to twitter", o in italiano "Il tuo amico ti ha invitato su twitter". Ovviamente anche l' indirizzo del mmittente e' falso, invitations@twitter.com MA Diversamente da un tipico invito Twitter, tuttavia, la posta elettronica non contiene alcun link di invito: invece porta il file allegato Invito Card.zip. L'allegato, ovviamente, contiene W32.Ackantta.B@mm; un brutto worm e-mail worm. Se ricevete una mail come questa quindi occhio a non aprire allegati e segnalatelo come spam.

venerdì 15 maggio 2009

Panda Security ha rilasciato la versione beta di Panda Cloud Antivirus, il primo e unico antivirus gratuito cloud-based, con un impatto inferiore del 50% sulle prestazioni del PC degli utenti rispetto alla media. Il prodotto può essere scaricato da cloudantivirus Come funziona ? Con il lancio di Panda Cloud Antivirus, Panda Security introduce un nuovo modello di protezione che utilizza un’architettura client/server leggera che processa e blocca il malware in maniera più efficace dei prodotti signature based, installati localmente. Attraverso lo spostamento dell’intero processo di analisi e identificazione del malware alla “nube” e applicando tecniche di rilevamento non invasive, Panda Cloud Antivirus è in grado di garantire una protezione avanzata contro virus nuovi e sconosciuti, con un agente estremamente leggero che consuma in maniera minima le risorse del PC. Le prestazioni ed il tipo di analisi - Panda Cloud Antivirus, con il suo agente leggero (Thin Client), introduce una nuova filosofia del “on-access asynchronous cloud-scanning” che unisce tecnologie di rilevazione locale all’analisi from the cloud in tempo reale, per massimizzare i risultati e ridurre il consumo di risorse. Questo modello ottimizzato blocca i programmi pericolosi che tentano di eseguirsi, mentre gestisce in secondo piano le operazioni meno dannose attraverso analisi non invasive. Panda Cloud Antivirus include una protezione antivirus locale e remota, anti-spyware, anti-rootkit, analisi euristica e una cache di goodware, con un consumo di solo 17 MB di RAM ed il 50% in meno di impatto sulle performance del computer rispetto alla media. I nuovi malware - Grazie all’Intelligenza Collettiva, la tecnologia esclusiva di cloud computing di Panda Security, Panda Cloud Antivirus sfrutta la conoscenza della comunità globale composta dai milioni di utenti di Panda, che identifica e classifica nuovo malware in tempo reale. Ogni nuovo file ricevuto dall’Intelligenza Collettiva è automaticamente rilevato in meno di 6 minuti ed i server ricevono e individuano oltre 50.000 nuovi esemplari ogni giorno.

lunedì 11 maggio 2009

Anything entered into the form gets rendered as HTML, so you can add tags as long as they don't include quotes (magic quotes eats them, if it's on). This component ships with settings that prevent posting by default, but the administrator page for the testimonials renders your script in its entirety. Now, when your admin goes to the com_rsmonials "Testimonials" page, your script will execute. In this example, a hidden iframe loads up the install page and installs a 'custom' module. --------------------------------------------------------------------------------------------------- Tutto quello inserito nel form viene trasformato in HTML, e' possibbile quindi inserire tags se non contengono virgolette. Questo componenete, viene dato con settaggi che prevengono il posting di default default, ma la pagina di amministrazione del componente tasforma in html lo script malevolo inserito per intero. Ecco un esempio di script Quindi, Quando l' admin si reca in com_rsmonials, la pagina "Testimonials" insomma , loscript verra' eseguito.

domenica 10 maggio 2009

webSPELL e' un Content Management (CMS)Gratuito per
creare comunita'basate sul gaming, fornendo tutte le features
necessarie come forums, gallery, clanwar system ...
Ebbene un' altra falla di sicurezza e' stata scoperta.

E' una falla abbastanza pericolosa perche' permette di effettuare
svariati attacchi, dal cookie injection, lfi, alle blind sql injection.

Naturalmente come sempre non riportiamo il metodo,
ma consigliamo a tutti i possessori di questo cms,
di effettuare immediatamente un upgrade alla versione successiva QUI

lunedì 4 maggio 2009

Cancellare un account da Facebook è, a differenza di quello che si potrebbe pensare tutt' altro che semplice. Succede infatti che un utente sia semplicemente stufo di usare questo social network oppure per altri motivi non vuole più che i suoi dati o informazioni personali siano pubbliche e quindi ritenga indispensabile chiudere l'account e cancellarsi per sempre da Facebook ed eliminare tutti i dati personali . Ma non tutti sanno che anche dopo aver disattivato l' account i vostri dati rimangono su facebook, ecco quindi i passi da seguire per eliminare definitivamente l' account e i dati senza dover ricorrere ad un avvocato: -Assicurati che il tuo account Facebook abbia un indirizzo di Posta Elettronica valido -Cancella tutti gli altri indirizzi di Posta Elettronica che hai inserito nel tuo account che non sia quello del punto 1. -Disattiva il tuo account su Facebook (!) -Registrati utilizzando un altro indirizzo di Posta Elettronica, che non sia quello del punto 1. -Esegui l'accesso con il nuovo account, e aggiungi come indirizzo di Posta Elettronica di contatto il solito indirizzo del punto 1. -Clicca il link di conferma che Facebook ti inviera', in modo che il tuo "precedente" account sia cancellato e non solo disattivato. Questo è al momento il modo migliore per cancellare le vostre informazioni dai loro server, Vi consiglio per l'account nuovo di utilizzare una casella mail temporanea . Finlmente riavrete la vostra privacy.

giovedì 30 aprile 2009

Sembra non esserci pace sul fronte della sicurezza per Adobe Reader. Il famoso applicativo per la lettura dei file PDF è afflitto da una nuova vulnerabilità che potrebbe mettere a rischio i sistemi su cui è installato. La notizia, da poco confermata da Adobe, giunge a circa un mese dal rilascio delle ultime patch per la correzione di una precedente falla critica rimasta per settimane senza soluzione.

Stando alle prime informazioni, la vulnerabilità interessa nuovamente alcune porzioni di codice dell'applicativo legate a JavaScript. Il bug è stato identificato dagli esperti del sito web Security Focus, affligge numerose versioni di Reader e interessa particolarmente i sistemi Linux, ma anche Windows e Mac sembrano essere a rischio. «Un utente malintenzionato potrebbe sfruttare il problema per eseguire codice arbitrario con i medesimi privilegi dell'utente che sta utilizzando l'applicazione» si legge nell'avviso diramato da Security Focus.

La risposta di Adobe alla segnalazione diramata online dal sito web indipendente non si è fatta attendere. In uno scarno comunicato di poche righe, la società ha confermato di «essere a conoscenza dei rapporti su una potenziale vulnerabilità in Adobe Reader 9.1 e 8.14, come descritto da Security Focus. Stiamo al momento investigando e forniremo nuovi dettagli quando avremo nuove informazioni».

Determinati a non ripetere le recenti esperienze, con comunicazioni tardive e poco chiare, gli esperti di sicurezza di Adobe hanno condotto rapidamente i primi accertamenti, fornendo così a poche ore dal primo messaggio nuovi dettagli confermando la presenza della vulnerabilità: «Tutte le versioni attualmente supportate di Adobe Reader e Acrobat (9.1, 8.1.4 e 7.1.1 e le precedenti versioni) sono vulnerabili. Adobe prevede di fornire un aggiornamento per tutte le versioni interessate per tutte le piattaforme (Windows, Macintosh e Unix) per risolvere il problema. Stiamo lavorando a un calendario per questi aggiornamenti e forniremo una linea temporale quanto prima».

In attesa di ulteriori sviluppi, Adobe consiglia di disattivare in via precauzionale il supporto per JavaScript nei suoi applicativi Adobe Reader e Acrobat. Tale consiglio era già stato fornito numerose settimane fa, quando fu riscontrata una falla critica analoga all'attuale nel software per la lettura dei file PDF. La procedura deve essere svolta manualmente, ma non richiede grandi conoscenze tecniche. Dal menu "Modifica" dell'applicativo è sufficiente selezionare la voce "Preferenze", attendere la comparsa di un pannello e cliccare la voce "JavaScript"; a questo punto occorre spuntare l'opzione "Abilita JavaScript di Acrobat" e selezionare infine il tasto "OK" per confermare i cambiamenti appena apportati.

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